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Rimpatri e rimpatri sanitari

 

Rimpatri e rimpatri sanitari

RIMPATRI E RIMPATRI SANITARI

Un settore particolarmente delicato dell’attività di assistenza ai cittadini italiani all’estero riguarda il rimpatrio dei connazionali che si trovino in Paesi stranieri in situazioni di gravi difficoltà, non superabili in loco. Gli interventi della Farnesina, in collaborazione con gli enti territorialmente competenti (Prefetture, Questure, Comuni, Unità Sanitarie Locali, Servizi Sociali), riguardano:

  • connazionali emigrati, che si trovano nella necessità di rientrare in Italia in via definitiva per motivi economici o sanitari;
  • minori in stato di abbandono;
  • persone affette da malattie di tipo psichico (la procedura in questo caso e' assai complessa, perchè richiede la presenza di uno o più accompagnatori qualificati, nonchè il reperimento di ospedali specializzati);
  • cittadini italiani al termine della detenzione o espulsi;
  • anziani soli per i quali viene richiesto il ricovero in case di riposo in Italia;
  • ammalati gravi che non possono essere curati in loco per mancanza di idonee strutture.

I rimpatri a carico dell'Erario sono limitati ai casi di comprovata indigenza verificati dalla rete diplomatico-consolare; in tutti gli altri casi il rimpatrio avviene previa sottoscrizione di prestiti con promessa di restituzione all’Erario.

 

AVVISO AI CONNAZIONALI ISCRITTI ALL'AIRE CHE RIMPATRIANO DEFINITIVAMENTE

Si rammenta ai cittadini italiani, residenti al di fuori dell'Unione Europea per almeno dodici mesi, che riportano la propria residenza in Italia o in un altro Paese UE, che hanno diritto all'esenzione dal pagamento dei dazi doganali sui beni posseduti e usati destinati ad uso personale, oltre che sull'autovettura posseduta da almeno sei mesi. Per usufruire di tale beneficio, è necessario presentare alla Dogana l'attestazione consolare che certifichi la residenza all'estero per più di dodici mesi, nonché la lista dei beni al seguito, vidimata dalla Cancelleria Consolare.

E’ possibile richiedere all’Ambasciata il rilascio dell’attestazione consolare, attraverso apposito modulo.

Una volta rientrati in Italia, è necessario contattare al più presto il Comune per trasferire la residenza.

Inoltre, si informa che il Governo italiano ha previsto le seguenti misure di sostegno ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica. In particolare:

  • coloro che hanno perso il posto di lavoro o il cui contratto di lavoro stagionale non è stato rinnovato, al rientro in Italia possono richiedere all'INPS l'indennità di disoccupazione, presentando una dichiarazione del datore di lavoro o dell'Ambasciata che contenga tutti i dati relativi a periodo di lavoro, qualifica, retribuzione e motivo della cessazione del rapporto di lavoro. Per maggiori informazioni: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=46138.
  • gli italiani all'estero che sono rimpatriati o rimpatriano entro il mese di giugno, trasferendo la residenza in Italia, in conseguenza della perdita del lavoro a causa del covid-19 possono richiedere all'INPS il cosiddetto Reddito di emergenza (REM) entro la fine di giugno 2020. Le richieste di REM possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale e gli istituti di patronato. Questa misura, seppur immediatamente efficace, è subordinata alla conversione in legge del D.L. 19 maggio 2020, n. 34. Per maggiori informazioni: https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=53736&lang=IT.

La documentazione può essere inviata agli indirizzi e-mail consolare.rabat@esteri.it.

 

RIMPATRIO DELLE SALME

Per l'introduzione in Italia di salme o ceneri , la ditta di Onoranze funebri incaricata della traslazione dai familiari deve presentare all'autorita' consolare italiana apposita domanda con i rilevanti dati della persona defunta - nome cognone (da nubile se di sesso femminile) luogo e data di nascita e di morte, causa del decesso. La predetta ditta deve inoltre specificare il cimitero dove avverra' l' inumazione e presentare la documentazione che assicuri l'osservanza delle norme sanitarie vigenti (D.P.R. n.285 del 10.09.1990).

L'autorita' consolare italiana, constatata la regolarita' della documentazione presentata, trasmette la domanda alle autorita' comunali del luogo ove la salma e' diretta. Una volta ottenuta l'autorizzazione, l'autorita' consolare procede all'apposizione dei sigilli ed al rilascio del Certificato Consolare (passaporto mortuario) che accompagna la salma su territorio italiano.

Al fine di ottenere il passaporto mortuario il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento, presso l’Ufficio consolare e produrre la seguente documentazione:
•       certificato di morte;
•       certificato della competente Autorità sanitaria locale dalla quale risulti che sono state osservate specifiche prescrizioni igieniche di sicurezza;
•       certificato che attesti il decesso in zona esente da malattie infettive e di natura endemica.

Gli interessati peraltro possono rivolgersi alle Regioni ed agli enti locali di riferimento per verificare se sussistano eventuali rimborsi o contributi.
Gli Uffici consolari possono agevolare i contatti con le locali agenzie di pompe funebri,ma non possono, salvo particolari casi di comprovata indigenza, assumere oneri finanziari connessi al rimpatrio della salma o alla sepoltura in loco.

 


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