Il sito archeologico di Chellah.
In collaborazione con il Ministero della Cultura del Marocco, l’Università di Siena e l’Istituto Centrale per il Restauro
di Roma, è in corso un progetto per la sua conservazione e restauro.
La Cooperazione Italiana in Marocco è coordinata dalla sede regionale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Tunisi e dall’ufficio presente a Rabat presso l’Ambasciata. L’impegno italiano nel Paese si basa sul Memorandum d’Intesa firmato nel 2009 con il governo marocchino, che ha definito i settori prioritari e le zone di intervento. A questo accordo si sono aggiunti, negli anni, nuovi strumenti di collaborazione, tra cui l’Accordo di conversione del debito del 2013.
Le attività della Cooperazione Italiana si concentrano su alcuni settori strategici per lo sviluppo sostenibile del Marocco, tra questi, l’accesso all’acqua potabile e all’igiene ambientale nella provincia di Settat, dove sono state realizzate infrastrutture igienico-sanitarie in 146 scuole, 17 torri idriche e 30 dispensari sanitari sono stati allacciati alla rete dell’acqua, insieme a interventi di sensibilizzazione rivolti a studenti, insegnanti e famiglie.
Nel settore economico, la Cooperazione italiana sostiene il microcredito nelle aree rurali, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito per piccoli agricoltori e allevatori, spesso esclusi dai canali finanziari tradizionali, e rafforzare le associazioni di microcredito locali dal punto di vista gestionale e patrimoniale.
Inoltre, l’AICS finanzia due progetti realizzati dalle Organizzazioni della Società Civile (OSC) italiane, le cui attività si focalizzano sui settori dell’imprenditoria giovanile e della ripresa economica nelle zone colpite dal terremoto del 2023. Tali iniziative sono messe in opera rispettivamente dalle OSC CEFA e da OXFAM.
Infine, la Cooperazione Italiana ha saputo creare una nicchia d’intervento distintiva, concentrandosi sulla valorizzazione del patrimonio culturale, un settore in cui altri attori internazionali risultano meno presenti. Grazie a questo approccio mirato, l’Italia promuove iniziative volte a tutelare monumenti storici, tradizioni artigianali e siti archeologici, integrando la conservazione del patrimonio con lo sviluppo socioeconomico delle comunità locali. Tali interventi consentono non solo di preservare le radici storiche e artistiche del Paese, ma anche di generare opportunità occupazionali, promuovere un turismo sostenibile e rafforzare la coesione sociale, trasformando il patrimonio culturale in un autentico motore di sviluppo locale. Tra le iniziative di maggiore rilevanza sostenute dalla Cooperazione Italiana figura il Progetto di preservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico marocchino, considerato un intervento di punta e realizzato in partenariato con il Ministero della Cultura del Marocco, l’Università di Siena e l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. L’iniziativa interessa alcuni dei più prestigiosi siti storici del Paese: Volubilis, Chellah (scopri il sito archeologico di Chellah attraverso un tour virtuale) e Lixus, contribuendo alla loro conservazione, valorizzazione e trasmissione alle future generazioni e rappresentando in modo emblematico l’approccio italiano che coniuga tutela del patrimonio, rafforzamento delle competenze locali e sviluppo sostenibile dei territori.
Complessivamente, il portafoglio delle iniziative in corso della Cooperazione italiana in Marocco è pari 32.6 milioni di euro, distribuiti tra progetti a dono (9.7 milioni di euro), a credito (7.3 milioni di euro) e nell’ambito della conversione del debito (15.6 milioni di euro)
L’attuazione di tali interventi si fonda su un consolidato partenariato con le autorità marocchine e con le Organizzazioni della Società Civile italiane attive nel Paese da oltre vent’anni. Le esperienze e i risultati di questa collaborazione sono stati documentati nella pubblicazione AICS 2024 “Percorsi e prospettive della Cooperazione Italiana in Marocco”.
