{"id":46,"date":"2023-04-11T18:11:52","date_gmt":"2023-04-11T16:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=46"},"modified":"2026-09-11T15:07:42","modified_gmt":"2026-09-11T14:07:42","slug":"cooperazione-allo-sviluppo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/it\/italia-e-marocco\/cooperazione-allo-sviluppo\/","title":{"rendered":"Cooperazione allo sviluppo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid wp-image-4204\" style=\"display: block; margin: 0 auto;\" src=\"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"494\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah1-300x200.jpg 300w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah1-768x512.jpg 768w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 494px) 100vw, 494px\" \/><em>Il sito archeologico di Chellah.<br \/>\nIn collaborazione con il Ministero della Cultura del Marocco, l\u2019Universit\u00e0 di Siena e l\u2019Istituto Centrale per il Restauro<br \/>\ndi Roma, \u00e8 in corso un progetto per la sua conservazione e restauro.\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>La Cooperazione Italiana in Marocco \u00e8 coordinata dalla sede regionale dell\u2019<a href=\"https:\/\/tunisi.aics.gov.it\/\"><strong>Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Tunisi<\/strong><\/a> e dall\u2019ufficio presente a Rabat presso l\u2019Ambasciata. L\u2019impegno italiano nel Paese si basa sul <strong>Memorandum d\u2019Intesa firmato nel 2009 con il governo marocchino<\/strong>, che ha definito i settori prioritari e le zone di intervento. A questo accordo si sono aggiunti, negli anni, nuovi strumenti di collaborazione, tra cui l\u2019Accordo di conversione del debito del 2013.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 della Cooperazione Italiana si concentrano su alcuni settori strategici per lo sviluppo sostenibile del Marocco, tra questi,\u00a0<strong>l\u2019accesso all\u2019acqua potabile e all\u2019igiene ambientale nella provincia di Settat<\/strong>, dove sono state realizzate infrastrutture igienico-sanitarie in 146 scuole, 17 torri idriche e 30 dispensari sanitari sono stati allacciati alla rete dell\u2019acqua, insieme a interventi di sensibilizzazione rivolti a studenti, insegnanti e famiglie.<\/p>\n<p>Nel settore economico, la Cooperazione italiana sostiene il\u00a0<strong>microcredito nelle aree rurali<\/strong>, con l\u2019obiettivo di\u00a0<strong>facilitare l\u2019accesso al credito per piccoli agricoltori e allevatori<\/strong>, spesso esclusi dai canali finanziari tradizionali, e\u00a0<strong>rafforzare le associazioni di microcredito<\/strong>\u00a0<strong>locali <\/strong>dal punto di vista gestionale e patrimoniale.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019AICS finanzia due progetti realizzati dalle Organizzazioni della Societ\u00e0 Civile (OSC) italiane, le cui attivit\u00e0 si focalizzano sui settori dell\u2019imprenditoria giovanile e della ripresa economica nelle zone colpite dal terremoto del 2023. Tali iniziative sono messe in opera rispettivamente dalle OSC <a href=\"https:\/\/www.cefa.ong\/progetto\/connettiamo-il-futuro-lavoro-e-impresa-per-i-giovani-del-mediterraneo-log-med\/\">CEFA<\/a> e da OXFAM.<\/p>\n<p>Infine, la Cooperazione Italiana ha saputo creare una nicchia d\u2019intervento distintiva, concentrandosi sulla <strong>valorizzazione del patrimonio culturale<\/strong>, un settore in cui altri attori internazionali risultano meno presenti. Grazie a questo approccio mirato, l\u2019Italia promuove iniziative volte a tutelare monumenti storici, tradizioni artigianali e siti archeologici, integrando la conservazione del patrimonio con lo sviluppo socioeconomico delle comunit\u00e0 locali. Tali interventi consentono non solo di preservare le radici storiche e artistiche del Paese, ma anche di generare opportunit\u00e0 occupazionali, promuovere un turismo sostenibile e rafforzare la coesione sociale, trasformando il patrimonio culturale in un autentico motore di sviluppo locale. Tra le iniziative di maggiore rilevanza sostenute dalla Cooperazione Italiana figura il <strong>Progetto di preservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico marocchino<\/strong>, considerato un intervento di punta e realizzato in partenariato con il Ministero della Cultura del Marocco, l\u2019Universit\u00e0 di Siena e l\u2019Istituto Centrale per il Restauro di Roma. L\u2019iniziativa interessa alcuni dei pi\u00f9 prestigiosi siti storici del Paese: Volubilis, Chellah (scopri il sito archeologico di Chellah attraverso un <a href=\"https:\/\/my.matterport.com\/show\/?m=nfTDnxWy4oS\">tour virtuale<\/a>) e Lixus, contribuendo alla loro conservazione, valorizzazione e trasmissione alle future generazioni e rappresentando in modo emblematico l\u2019approccio italiano che coniuga tutela del patrimonio, rafforzamento delle competenze locali e sviluppo sostenibile dei territori.<\/p>\n<p>Complessivamente, il portafoglio delle iniziative in corso della Cooperazione italiana in Marocco \u00e8 pari <strong>32.6 milioni di euro, distribuiti tra progetti a dono (9.7 milioni di euro), a credito (7.3 milioni di euro) e nell\u2019ambito della conversione del debito (15.6 milioni di euro)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attuazione di tali interventi si fonda su un consolidato partenariato con le autorit\u00e0 marocchine e con le Organizzazioni della Societ\u00e0 Civile italiane attive nel Paese da oltre vent\u2019anni. Le esperienze e i risultati di questa collaborazione sono stati documentati nella pubblicazione AICS 2024\u00a0<em>\u201c<\/em><a href=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/news\/percorsi-e-prospettive-della-cooperazione-italiana-in-marocco\/\"><strong><em>Percorsi e prospettive della Cooperazione Italiana in Marocco<\/em><\/strong><\/a><em>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4201 img-fluid\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah2-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah2-200x300.jpg 200w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah2-683x1024.jpg 683w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah2-768x1152.jpg 768w, https:\/\/ambrabat.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/chellah2-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il sito archeologico di Chellah. 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