{"id":98,"date":"2023-04-11T18:24:28","date_gmt":"2023-04-11T16:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=98"},"modified":"2026-09-16T17:10:30","modified_gmt":"2026-09-16T16:10:30","slug":"missioni-archeologiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/it\/italia-e-marocco\/diplomazia-culturale\/missioni-archeologiche\/","title":{"rendered":"Missioni archeologiche"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>cooperazione archeologica<\/strong> rappresenta uno degli ambiti pi\u00f9 consolidati delle relazioni culturali e scientifiche tra Italia e Marocco. Universit\u00e0 e istituti di ricerca italiani collaborano con le istituzioni marocchine nello studio, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del Regno.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 spaziano dalla preistoria all\u2019et\u00e0 romana e comprendono progetti dedicati alla <strong>ricerca sul campo<\/strong>, alla <strong>tutela del patrimonio<\/strong>, alla <strong>formazione<\/strong> e all\u2019<strong>impiego di nuove tecnologie applicate all\u2019archeologia<\/strong>.<\/p>\n<p>Le missioni archeologiche costituiscono un importante strumento di diplomazia culturale e scientifica, favorendo lo scambio di conoscenze tra ricercatori italiani e marocchini, la formazione di nuove generazioni di studiosi e la tutela di un patrimonio che testimonia la profondit\u00e0 storica e culturale del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Tra le principali missioni e i progetti italiani sostenuti in Marocco figurano:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Progetto archeologico di Oued Beht (Kh\u00e9misset)<\/strong> \u2013 condotto dall\u2019ISMEO sotto la direzione di Giulio Lucarini, studia le origini della complessit\u00e0 sociale nell\u2019Africa nord-occidentale;<br \/>\nIl sito di Oued Beht, che si estende per circa dieci ettari, ospitava gi\u00e0 tra la met\u00e0 del IV e gli inizi del III millennio a.C. una comunit\u00e0 di agricoltori in relazione con la Penisola Iberica. Le recenti attivit\u00e0 di ricerca, realizzate nell\u2019ambito della terza campagna di scavo dell\u2019Oued Beht Archaeological Project (OBAP), hanno permesso di identificare un articolato sistema di fortificazione, costituito da un fossato e da un terrapieno, databile a circa 3.500-4.000 anni fa.<br \/>\nDiciassette nuove datazioni al radiocarbonio hanno consentito di ricostruire la sequenza delle diverse fasi costruttive e di precisare la cronologia del sistema difensivo. Si tratta della pi\u00f9 antica struttura difensiva finora individuata in Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo. Il rinvenimento offre un\u2019importante testimonianza dell\u2019organizzazione e delle capacit\u00e0 costruttive delle comunit\u00e0 del Maghreb nel II millennio a.C. e contribuisce ad ampliare le conoscenze sulle interazioni tra il Nord Africa e le regioni del Mediterraneo occidentale, compresa la Penisola iberica.<\/p>\n<p>Per approfondimenti: <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/diplomazia-culturale\/2026\/09\/marocco-scoperta-la-piu-antica-struttura-difensiva-in-nord-africa-al-di-fuori-della-valle-del-nilo\/\">Marocco, scoperta la pi\u00f9 antica struttura difensiva in Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo \u2013 Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/a><\/p>\n<p>Comunicato stampa: <a href=\"https:\/\/www.cnr.it\/it\/comunicato-stampa\/14628\/scoperta-in-marocco-la-piu-antica-struttura-difensiva-del-nord-africa-al-di-fuori-della-valle-del-nilo\">Scoperta in Marocco la pi\u00f9 antica struttura difensiva del Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo | Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/a><\/li>\n<li><strong>Missione archeologica di Lalla Djilalya\/Tabernae<\/strong> \u2013 promossa dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Basilicata e diretta da Francesco Martorella, \u00e8 dedicata allo studio di un insediamento militare e del relativo vicus di et\u00e0 romana;<\/li>\n<li><strong>Prospezioni archeologiche sui contesti archeometallurgici punici del Maghreb<\/strong> \u2013 progetto del CNR diretto da Lorenza Ilia Manfredi, volto ad approfondire la conoscenza delle antiche attivit\u00e0 minerarie e metallurgiche;<\/li>\n<li><strong>Studio, conservazione e valorizzazione delle Kasbah in Marocco<\/strong> \u2013 progetto del CNR diretto da Elena Gigliarelli, dedicato alla conoscenza e alla tutela del patrimonio architettonico marocchino attraverso anche l&#8217;impiego di strumenti e tecnologie digitali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A queste attivit\u00e0 si affiancano ulteriori <strong>progetti italiani nei settori dell\u2019etnologia e della ricerca sulle origini dell\u2019uomo.<\/strong><\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <strong><a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/temi\/cultura\/archeologiapatrimonioculturale\/\">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale \u2013 Missioni archeologiche e Patrimonio.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La cooperazione archeologica rappresenta uno degli ambiti pi\u00f9 consolidati delle relazioni culturali e scientifiche tra Italia e Marocco. 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