{"id":553,"date":"2022-09-12T11:31:29","date_gmt":"2022-09-12T10:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2022\/09\/intervista-dell-ansa-all-ambasciatore\/"},"modified":"2022-09-12T11:31:29","modified_gmt":"2022-09-12T10:31:29","slug":"intervista-dell-ansa-all-ambasciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambrabat.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2022\/09\/intervista-dell-ansa-all-ambasciatore\/","title":{"rendered":"Intervista dell&#8217;ANSA all&#8217;Ambasciatore Barucco"},"content":{"rendered":"<p>(di Olga Piscitelli) (ANSA) &#8211; RABAT, 05 AGO &#8211; &#8220;Una partnership strategica tra Italia e Marocco \u00e8 l&#8217;esito naturale dell&#8217;appartenenza allo spazio mediterraneo, e di una storia di scambi e contatti che risale addirittura ai rapporti tra il nascente Impero romano e le dinastie berbere dell&#8217;allora Regno di Mauretania&#8221;.<\/p>\n<p>Armando Barucco, ambasciatore d&#8217;Italia a Rabat va dritto al punto: &#8220;Il Marocco \u00e8 un partner privilegiato per l&#8217;Italia e l&#8217;Unione Europea e un attore fondamentale per la stabilit\u00e0 del Mediterraneo allargato e della fascia del Sahel&#8221;.<\/p>\n<p>Dal primo marzo del 2021 in Marocco, l&#8217;ambasciatore Barucco guida la missione diplomatica a Rabat sempre pi\u00f9 convinto che sia &#8220;necessario rafforzare ulteriormente i rapporti con Paesi come il Marocco, che giocano un ruolo fondamentale nella stabilit\u00e0 del Mediterraneo allargato&#8221;. Cos\u00ec, &#8220;nel solco pi\u00f9 ampio delle relazioni con l&#8217;Unione Europea, primo investitore estero nel Regno&#8221;, le relazioni tra Roma e Rabat diventano sempre pi\u00f9 strette: &#8220;Nel 2021 l&#8217;interscambio bilaterale \u00e8 cresciuto del 27% rispetto all&#8217;anno precedente, sfiorando i 3,5 miliardi di euro: il risultato pi\u00f9 alto dal 2014&#8221;. Un rapporto solido, &#8220;in cui prevalgono le tradizionali voci del commercio italiano: macchinari, tessile e prodotti di manifattura&#8221;. Del resto, spiega l&#8217;ambasciatore, &#8220;Il Marocco \u00e8 ampiamente riconosciuto come il Paese pi\u00f9 stabile e affidabile dell&#8217;area. Capace di avviare processi virtuosi che guardano ai sistemi europei nel rispetto della tradizione e di un&#8217;identit\u00e0 complessa: tre donne alla guida di tre citt\u00e0 importanti come Rabat, Marrakech e Casablanca e sei alla testa di dicasteri strategici: Economia, Turismo e Transizione energetica. Le due Presidenti delle Commissioni Esteri sono donne&#8221;. Segnali importanti, che si aggiungono al tessuto di un Islam &#8220;caratterizzato da grande apertura. Non a caso sono qui attivi tutti i principali gruppi economici internazionali &#8211; insiste Barucco. Le imprese italiane possono fidarsi di uno Stato di diritto con un impianto normativo moderno, attento ai temi della competizione e della protezione degli investimenti internazionali. Anche grazie ai gemellaggi UE e a una rete consolidata di rapporti nei settori di sicurezza e giustizia &#8211; come i recenti accordi del Consiglio di Stato e dell&#8217;Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato &#8211; l&#8217;Italia \u00e8 in prima linea nel sostenere i processi virtuosi avviati da Rabat&#8221;.<\/p>\n<p>Il Marocco si propone come porta dell&#8217;Africa per gli investimenti internazionali e punta sulla green economy: &#8220;L&#8217;obiettivo \u00e8 l&#8217;80% di risorse rinnovabili nel mix elettrico nazionale entro il 2050. Secondo l&#8217;indice RECAI (Renewable Energy Country Attractiveness Index) di Ernst &#038; Young il Marocco \u00e8 il 16esimo mercato al mondo per attrattivit\u00e0 di settore, il primo in Africa. L&#8217;Italia ha saputo cogliere per tempo i processi in atto. EGP &#8211; prosegue l&#8217;ambasciatore &#8211; ne \u00e8 l&#8217;esempio principale: partecipa, tra l&#8217;altro, al progetto integrato per la produzione di 850 MW da impianti eolici. Altri grandi attori guardano con interesse a quanto qui si sta realizzando in tema di idrogeno e ammoniaca verde, le nuove frontiere dello sviluppo rinnovabile&#8221;.<\/p>\n<p>La sfida italiana si gioca sulla comunicazione. &#8220;Il Made in Italy ha il vantaggio di affermarsi autonomamente per qualit\u00e0 delle persone, forza del tessuto economico, bellezza e funzionalit\u00e0 delle produzioni. Il salto deve essere fatto a livello di comunicazione, aprendo anche agli aspetti meno conosciuti del nostro patrimonio produttivo. La cucina e la moda hanno un&#8217;attrattivit\u00e0 universale, ma sono i nostri macchinari industriali e di precisione a rappresentare una presenza costante in ogni azienda marocchina&#8221;. Di qui, per esempio, il cambio di passo sulla &#8220;comunicazione dell&#8217;Ambasciata quale voce del Sistema Italia in Marocco&#8221; e l&#8217;avvio di una stagione culturale &#8220;che, tra l&#8217;altro, ha riportato la grande opera italiana in Marocco dopo 20 anni, con il Teatro Massimo di Palermo&#8221;. Un percorso che tiene conto anche della formazione, &#8220;con una crescita impressionante del numero di studenti marocchini iscritti alle nostre Universit\u00e0, che a loro volta sono sempre pi\u00f9 interessate a rafforzare i legami istituzionali.\u00a0Ad oggi sono attivi oltre 150 accordi inter-universitari&#8221;.<br \/>(ANSA).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(di Olga Piscitelli) (ANSA) &#8211; RABAT, 05 AGO &#8211; &#8220;Una partnership strategica tra Italia e Marocco \u00e8 l&#8217;esito naturale dell&#8217;appartenenza allo spazio mediterraneo, e di una storia di scambi e contatti che risale addirittura ai rapporti tra il nascente Impero romano e le dinastie berbere dell&#8217;allora Regno di Mauretania&#8221;. 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