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Missioni archeologiche

La cooperazione archeologica rappresenta uno degli ambiti più consolidati delle relazioni culturali e scientifiche tra Italia e Marocco. Università e istituti di ricerca italiani collaborano con le istituzioni marocchine nello studio, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del Regno.

Le attività spaziano dalla preistoria all’età romana e comprendono progetti dedicati alla ricerca sul campo, alla tutela del patrimonio, alla formazione e all’impiego di nuove tecnologie applicate all’archeologia.

Le missioni archeologiche costituiscono un importante strumento di diplomazia culturale e scientifica, favorendo lo scambio di conoscenze tra ricercatori italiani e marocchini, la formazione di nuove generazioni di studiosi e la tutela di un patrimonio che testimonia la profondità storica e culturale del Mediterraneo.

Tra le principali missioni e i progetti italiani sostenuti in Marocco figurano:

  • Progetto archeologico di Oued Beht (Khémisset) – condotto dall’ISMEO sotto la direzione di Giulio Lucarini, studia le origini della complessità sociale nell’Africa nord-occidentale;
    Il sito di Oued Beht, che si estende per circa dieci ettari, ospitava già tra la metà del IV e gli inizi del III millennio a.C. una comunità di agricoltori in relazione con la Penisola Iberica. Le recenti attività di ricerca, realizzate nell’ambito della terza campagna di scavo dell’Oued Beht Archaeological Project (OBAP), hanno permesso di identificare un articolato sistema di fortificazione, costituito da un fossato e da un terrapieno, databile a circa 3.500-4.000 anni fa.
    Diciassette nuove datazioni al radiocarbonio hanno consentito di ricostruire la sequenza delle diverse fasi costruttive e di precisare la cronologia del sistema difensivo. Si tratta della più antica struttura difensiva finora individuata in Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo. Il rinvenimento offre un’importante testimonianza dell’organizzazione e delle capacità costruttive delle comunità del Maghreb nel II millennio a.C. e contribuisce ad ampliare le conoscenze sulle interazioni tra il Nord Africa e le regioni del Mediterraneo occidentale, compresa la Penisola iberica.

    Per approfondimenti: Marocco, scoperta la più antica struttura difensiva in Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

    Comunicato stampa: Scoperta in Marocco la più antica struttura difensiva del Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo | Consiglio Nazionale delle Ricerche

  • Missione archeologica di Lalla Djilalya/Tabernae – promossa dall’Università degli Studi della Basilicata e diretta da Francesco Martorella, è dedicata allo studio di un insediamento militare e del relativo vicus di età romana;
  • Prospezioni archeologiche sui contesti archeometallurgici punici del Maghreb – progetto del CNR diretto da Lorenza Ilia Manfredi, volto ad approfondire la conoscenza delle antiche attività minerarie e metallurgiche;
  • Studio, conservazione e valorizzazione delle Kasbah in Marocco – progetto del CNR diretto da Elena Gigliarelli, dedicato alla conoscenza e alla tutela del patrimonio architettonico marocchino attraverso anche l’impiego di strumenti e tecnologie digitali.

A queste attività si affiancano ulteriori progetti italiani nei settori dell’etnologia e della ricerca sulle origini dell’uomo.

Per maggiori informazioni: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Missioni archeologiche e Patrimonio.