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Chiusura della mostra “Arte dal Vulcano” a Tangeri – Le voci delle donne nel Mediterraneo suggellano un dialogo culturale tra Napoli e Tangeri in occasione del 2500° anniversario di Napoli e del Bicentenario delle relazioni Italia-Marocco

 

Domenica 11 gennaio 2026, il Palazzo delle Istituzioni Italiane (Palazzo Moulay Hafid) a Tangeri ospiterà la cerimonia di chiusura della mostra “Arte dal Vulcano”, inaugurata l’8 dicembre 2025. L’iniziativa, promossa sotto l’egida del Comitato Nazionale Neapolis 2500, si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del 2500° anniversario della fondazione di Napoli e del Bicentenario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Marocco, due ricorrenze che testimoniano la profondità dei legami culturali tra i due Paesi.

Splendore artistico nel cuore di Tangeri

La mostra, attraverso opere provenienti dalle collezioni del Museo Madre e del Museo Novecento di Napoli, ha offerto per oltre un mese una variegata panoramica della creatività contemporanea napoletana e campana, trasformando il sontuoso Palazzo delle Istituzioni Italiane in un eccezionale luogo di incontro e scambio culturale tra le due rive del Mediterraneo.
L’iniziativa ha registrato nel suo complesso oltre 1.200 visitatori, tra cittadini marocchini, turisti internazionali e operatori culturali, confermando il forte interesse suscitato dal progetto e l’eccezionale valore artistico dell’esposizione.

Il concerto: un ponte tra le culture mediterranee

A suggellare la conclusione della mostra, la cerimonia sarà accompagnata dal concerto “Il Canto delle donne mediterranee: un ponte tra le culture”, realizzato dall’Ambasciata d’Italia nel Regno del Marocco e dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat con il supporto del CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica.

Il concerto offrirà un momento di grande intensità artistica ed emotiva, rendendo omaggio alla figura femminile come custode di memoria e forza creativa nel Mediterraneo. Tradizioni musicali napoletane e marocchine si intrecceranno, tessendo un dialogo sonoro autentico e profondo tra le due sponde del Mediterraneo.

L’ensemble femminile Rhoum El Bakkal (Akhawat Al-Fane Al-Assil), diretto da Rahoum Bekkali e composto da giovani interpreti dai 15 ai 22 anni, proporrà un repertorio ispirato alla Hadra di Chefchaouen e alle tradizioni sufi e popolari marocchine. Tra poesie cantate, invocazioni spirituali, percussioni ritmiche e movimenti coreografici codificati, il pubblico vivrà un’esperienza immersiva unica, arricchita dalla voce raffinata della Munshida (cantante) Sana Kallouche.

Accanto a loro, il soprano Letizia Calandra, accompagnata da Sonia Maurer alla chitarra e Valentina Ferraiuolo al tamburello, interpreterà un repertorio napoletano e mediterraneo che evidenzia affinità emotive e reciproche influenze tra le due tradizioni musicali. Le sequenze condivise permetteranno agli interpreti di entrambe le formazioni di dialogare sul palco, dando vita a un tessuto sonoro organico capace di celebrare una comune identità mediterranea oltre i confini geografici e linguistici.

Memoria, creatività e dialogo interculturale

L’evento riafferma l’arte e la cultura come strumenti privilegiati di dialogo e cooperazione internazionale, capaci di intrecciare tradizione e innovazione, memoria e futuro. Per oltre un mese, “Arte dal Vulcano” ha rappresentato uno spazio unico di condivisione artistica, consolidando il ruolo di Napoli e della sua arte più vitale nel ricchissimo panorama culturale marocchino. Il concerto trasforma ora questa esperienza in un momento musicale vibrante e collettivo, simbolo di una profonda identità mediterranea condivisa.

S.E. Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia nel Regno del Marocco, dichiara: «La mostra “Arte dal Vulcano” ha portato a Tangeri uno sguardo contemporaneo su Napoli e sulla sua capacità di dialogare con il Mediterraneo attraverso l’arte.

La cerimonia di chiusura, affidata alle voci delle donne mediterranee, ne offre una sintesi particolarmente significativa, in cui memoria, identità e creazione si incontrano in modo naturale.

Questo progetto si inserisce con coerenza nel percorso culturale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che accompagna il Bicentenario delle relazioni tra Italia e Marocco, confermando il ruolo della cultura come spazio concreto di incontro e di relazione duratura».

Sua Eccellenza Michele di Bari, Presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500 e Prefetto della città di Napoli, dichiara: «Arte dal Vulcano è davvero un’iniziativa di grande valore perché crea un ponte culturale tra Napoli e Tangeri, un ponte che attraversa il Mediterraneo, spazio di incontri, scambi e relazioni. Napoli ha una vocazione mediterranea straordinaria, che coltiva da 2.500 anni: una città aperta e capace di dialogare con altre culture senza perdere la propria identità. Questa mostra rinsalda oggi quella vocazione antica, rendendola viva e attuale attraverso l’arte contemporanea. Art du Volcan non è solo una mostra di grande qualità, ma un gesto culturale che riafferma il ruolo di Napoli come crocevia di civiltà, luogo naturale di confronto tra Nord e Sud del Mediterraneo. Per questo non posso che esprimere un sincero ringraziamento ai curatori, all’Ambasciatore Salzano, al Console Capecchi e alla Direttrice Callea e a tutte le istituzioni che hanno reso possibile un progetto così bello e significativo, capace di unire territori, storie e sensibilità diverse sotto il segno dell’arte. E un sentito ringraziamento va al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Le Antonio Tajani, e al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per l’attenzione e il sostegno continuo alle iniziative promosse dal Comitato Nazionale Neapolis 2500.»

Da parte sua, la Dott.ssa Carmela Callea, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, sottolinea: “Questa mostra, inserita nelle celebrazioni del 2500° anniversario di Napoli e nel contesto del Bicentenario delle relazioni tra Italia e Marocco, ci ha permesso di raggiungere un pubblico vasto, curioso e profondamente coinvolto. Attraverso “Arte dal Vulcano” ed il Concerto proposto durante la cerimonia di chiusura della mostra, vogliamo dimostrare come la cultura costituisca uno spazio privilegiato per l’incontro umano, il rispetto reciproco e la costruzione di progetti condivisi significativi e lungimiranti”.